TRATTATIVE PER LA VENDEMMIA
Dopo essere stata da Yukiko, a cena ho approfittato subito per parlare alla mamma e al babbo della vendemmia. La mamma ha fatto l’occhio indagatore non appena ho pronunciato il nome di Yukiko: non avendola mai sentita nominare, ho dovuto subire un mezzo interrogatorio in merito. Saputo poi che era più grande di me, mi ha chiesto con sospetto cosa potevo avere a che fare con una ragazza di quella età. Lo zio a questo punto ci ha messo del suo: ha aggrottato la fronte e mi ha chiesto se per caso si trattasse dell’amica che mi aveva regalato quel libro! La mamma ha sgranato gli occhi, chiedendomi come mai anche di questa cosa non sapesse nulla e accusandomi di essere diventata chiusa e taciturna. A nessuno è venuto il sospetto che forse sono loro sempre troppo impegnati da non avere il tempo per accorgersi di me? Ho glissato sull’argomento, giudicando che non fosse opportuno sollevare obiezioni. In fondo un libro di poesie non è come un pacchetto di sigarette scoperto nello zaino, o no? Comunque, dopo aver raccontato per filo e per segno come ho conosciuto Yukiko, i miei sono inorriditi dal fatto che sia andata a casa di una sconosciuta senza che loro ne sapessero nulla! Alla fine però il babbo, col suo solito senso pratico, è sbottato.
- Insomma, qual è il problema? Andiamo al nocciolo. Devi dirci qualcosa?
Così ho raccontato dei kokedama, facendo anche vedere una foto che avevo fatto alla mia prima creazione. Mentre tutti si complimentavano con me, ho buttato lì l’idea della vendemmia.
- Yukiko dice che mi pagherebbero la giornata.
- Ma sei una ragazzina!
- Lo so, ma Yu dice che li conosce. Cercano persone, e a me piacerebbe guadagnare qualcosa.
Un borbottio indistinto aleggia nell’aria. Magari potevo lasciarlo sottinteso, senza dirlo apertamente: il babbo è sempre suscettibile sull’argomento.
- Non ho intenzione di mandarti in macchina con qualcuno che non conosco. Non sappiamo nemmeno come guida, questa Yukiko. E poi chi sono i vignaioli? – dice subito la mamma, corrugando la fronte.
- Yu non ha la macchina, quindi andremo in treno. Dalla stazione di Vicchio verranno a prenderci quelli della tenuta.
- A Vicchio?
- Sì – rispondo, stringendomi nelle spalle – non è dall’altra parte del mondo!
Lo zio ha seguito con interesse tutta la conversazione e finalmente interviene per aiutarmi. Era l’ora!
- Guarda Giorgia, a me sembra una buona cosa. Cosa c’è di meglio che immergersi nella campagna, lavorare fra i filari, riempirsi gli occhi del fogliame verde contro l’azzurro del cielo? Se siete d’accordo, potrei accompagnarle io in macchina, così non devono nemmeno prendere il treno.
La mamma sembra considerare la cosa: tace e sospira rumorosamente.
- Ma tu non hai nessun impegno?
Sta per crollare, lo sento, e dentro di me esulto.
- No, sono libero e mi farebbe piacere.
- Yukiko vorrebbe venire a presentarsi e a parlarvi di persona – mi affretto ad aggiungere.
- Che gentile questa Yukiko – s’illumina lo zio. - Magari posso venire io a parlare con lei, per non farla scomodare. Quando andrai da lei a prendere il materiale per i kokedama verrò con te, così poi ti aiuto a portare a casa la terra e le piantine. Con l’occasione potremo parlare della vendemmia.
La soluzione è piaciuta a tutti ed è stata approvata. Domani dopo la scuola io e lo zio andiamo da Yu. Le ho mandato un messaggino e lei mi ha risposto con tante emoticon felici. È proprio simpatica, Yukiko! Magari ci fosse stata lei in classe mia!
Continua ...
"Clizia T. - Lo spessore dei sogni", di Daniela Darone
Foto di Daniela Darone
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