Cerca nel blog

martedì 21 luglio 2026

"Clizia T. - Lo spessore dei sogni" - capitolo 39

 



SERATA DI FUOCHI A FIESOLE

- Mamma, potrebbero venire a cena Erina e suo fratello? Stasera volevo portarli a vedere i fuochi.

- Oggi è giornataccia, Clizia. Io non ci sono stasera: a casa delle sorelle Felicità hanno invitato gente. Giusto una cosina informale, eh - fa la mamma nervosa, con tono ironico - solo la presentazione della nuova collezione di gioielli di Patrizia, il rilancio della sua attività: che vuoi che sia? Mi chiedo se quella Pachita non sia a curarsi i nervi in qualche clinica svizzera!

- Mamma, si chiama Conchita ed è in Spagna per capire se ha un fidanzato oppure no.

- Beata lei! Comunque guarda, ho i capelli ritti, mi è spuntato un herpes, sono già stata a fare la spesa, la nonna mi ha fatto delle torte salate e sto preparando il paté di fegato… a proposito, assaggialo, così mi dici cosa ne pensi. Quindi: Erina e Davide a cena qui? Che ti devo dire, parlane con la nonna. Oh, e a proposito della nonna, volevo parlarti di una idea che le è venuta.

- Tipo?

- Vuole regalarmi l’iscrizione ad un corso di cucina.

- Mi sembra fantastico!

- Sì, ma considera che non sarei mai a casa. O dalla famiglia Felicità o al corso: non mi vedreste praticamente più! E tu? E il babbo?

Rimugino un po’. In effetti, da quando la mamma ha iniziato questo lavoro, è molto presa e anche quando è a casa è sempre con qualche libro di cucina, intenta a studiare qualche ricetta. Ma da una parte è pure un vantaggio, perché il babbo a casa non è proprio di un umore idilliaco: a volte se ne farebbe volentieri a meno della sua presenza! Non per cattiveria, eh… ora che va al maneggio da Andy va un po’ meglio, ma non è che gli prenda tutte le giornate piene e così… del resto anche la mamma sembra essersi dimenticata che l’orologio fa tic tac: se Conchita deciderà di tornare, addio lavoro! È tutto abbastanza complicato.

- Vabbè, pensiamoci su – riprende lei, vedendomi pensierosa – e per quanto riguarda la cena, capisco che tu abbia voglia di vedere Erina… e Davide – conclude con un sorrisino.

Oddio, non è che mi vada tanto che si metta a parlare di Davide, ora. Credo che si noti dalla mia faccia, perché la mamma sembra un po’ delusa: magari aveva voglia di un momento madre-figlia. A me però non va di parlare di lui con lei, anche perché cosa vuoi che ci sia da dire?

- Ma, ora che ci penso, chi vi accompagna in piazza? Forse potresti chiedere allo zio…

- Andiamo, mamma! È dietro casa nostra! Devi proprio farmi fare la figura della neonata? Possiamo andare da soli. E poi Davide è più grande! Finiti i fuochi, promesso, rientriamo a casa. Che problema c’è? I genitori di Erina possono venire a prenderli a una certa ora, dai, ti prego!

- Va bene. Diciamo che va bene, Clizia: hai vinto solo perché mi prendi in un attimo di caos e non ho la forza, giuro, di combattere, ma appena sono finiti i fuochi torni diritta a casa, senza…

- Fermarmi a parlare con nessuno, senza accettare passaggi o caramelle dagli sconosciuti, senza…

- Non fare la simpatica. Non lo ascolti il telegiornale?

- Sì, mamma, lo so che esistono dei pericoli. Starò attenta, ok.

- Ok – ripete lei, con aria stanca - magari i genitori di Erina potrebbero riaccompagnarti a casa.

- Come no? Per girare l’angolo? Ci vuole di più a salire in macchina che a tornare a casa a piedi!

- Sì, è vero, hai ragione.

Volo a telefonare a Erina. Due squilli e mi risponde subito.

- Allora venite?

- Penso di sì.

- Come sarebbe a dire “penso di sì”? Ieri mi sembrava che ti andasse.

- Sì, lo so. Spero di poter venire con Davide, perché i miei stasera non possono accompagnarci: vanno a teatro.

- Vabbè, ma te lo dicono ora?

- Mica mi devono chiedere il permesso! Comunque, forse vengo con Davide, in scooter. Basta non dirlo ai miei.

- Non mi sembra una buona idea. E se la mia mamma telefona alla tua?

- E tu non farla telefonare, no?

- Non mi fare venire l’ansia, lo sai che con le bugie non me la cavo tanto bene. Ma potete andare in due? Davide non dovrebbe avere 18 anni?

- Ma chi sei? Un vigile? Sembri mia nonna! Insomma, dici sia divertente? Ci saranno i tuoi amici?

- Quali amici?

- Ma dai, quelli di classe tua, quel Vile lì…

- Non lo so. Perché?

- Boh, mi farebbe piacere conoscere qualcuno che frequenti adesso. Vabbè, ti faccio sapere. A proposito, non mandarmi messaggi perché non posso leggerli: mi si è rotto lo schermo del cellulare. Se mi devi dire qualcosa telefonami, ok?

- Ok.

Veramente ci avevo fatto la bocca. Sono un po’ delusa. Potrei sentire Federico e andare con lui a vedere i fuochi, se Erina e Davide non vengono. Non passano cinque minuti che risquilla il telefono.

- Sono io, scema! Veniamo.

- Tu e Davide?

- Sì. Veniamo in motorino.

- E cosa dirai ai tuoi?

- Meglio che non te lo dica, ok? Almeno non stai in pensiero, mammina. Siamo da te verso le sette. A dopo!

- L’hai detto anche a Massimo?

- No. Perché?

- Così, pensavo…

- No, sennò mi sta appiccicato. Invita qualcuno dei tuoi amici, dai!

- Ma veramente…

- Dai, non fare la noiosa, fammi trovare qualcuno di nuovo stasera. E quelle fighissime sorelle Felicità? Che fine hanno fatto? Mi sono annoiata delle solite facce, ho voglia di guardarmi un po’in giro. Ah, Clizia! Se per qualsiasi ragione dovessi sentire Vanessa, non dirle che ci vediamo.

- Perché no?

- Dai, ora non stare a farmi il terzo grado. Ciao!

Accidenti com’è schizzata! Vuole una serata in grande stile fiesolano? Beh, posso attrezzarmi. Serena è inutile che la chiami, stasera hanno gente e non può uscire. Loro i fuochi se li vedono da casa con i loro amici.

In realtà Serena mi aveva invitata a casa loro, ma le ho detto di no, mi faceva un po’ strano essere l’invitata mentre la mamma era lì a lavorare… e poi preferivo vedere Erina e Davide e, speravo, qualche altra delle solite facce che a Erina sono venute a noia. Cosa avranno detto a Massimo? Magari alla fine la figuraccia ce la faccio io! Potevo invitarlo, ma credevo che ci avrebbero pensato loro… beh, ormai è andata! E poi perché venire solo alle sette? Non potevamo passare il pomeriggio insieme? Forse Erina doveva studiare.

"Clizia T. - Lo spessore dei sogni", di Daniela Darone 

Foto di Marilena Pireddu

Link al primo capitolo:

Link al capitolo 38:

Grazie per aver letto questo capitolo di "Clizia T. - Lo spessore dei sogni". Iscriviti gratuitamente al blog per restare aggiornato sulla pubblicazione di altri capitoli di questo romanzo e supportare il mio lavoro: clicca su "Segui" nella barra laterale (dalla versione web). 

Thank you for reading this chapter of “Clizia T. – The thickness of dreams”. Subscribe for free to the blog to stay updated on the publication of other chapters of this novel and support my work: click on “Follow” in the sidebar (from the web version).


Nessun commento:

Posta un commento