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sabato 7 novembre 2026

"Clizia T. - Lo spessore dei sogni" - capitolo 48

 

GUAI A QUATTRO ZAMPE




Come sempre, dall’inizio delle vacanze di Natale al sei gennaio, il tempo è volato.

Natale a casa con i miei, lo zio, Yukiko e la nonna; gli altri giorni qualche uscita con Simona e Lucia, pomeriggi passati a giocare ai giochi da tavolo, l’ultimo dell’anno a casa con l’influenza.

In un baleno ci siamo ritrovati di nuovo sui banchi di scuola. L’unica cosa positiva è stata rivedere Federico, che come al solito era partito per Monaco, per passare le feste con il suo babbo. Ma se a scuola le cose sono tornate alla normalità, a casa la situazione è tutt'altro che tranquilla, e la tregua natalizia è decisamente finita.


- Oddio, quei bassotti mi stanno facendo impazzire! Mi stanno sempre fra i piedi! Quando la famiglia è a tavola, non fanno che elemosinare il cibo, come se non avessero già mangiato! Se continuano così, diventeranno loro i padroni di casa! Sporcano dappertutto, mettono la casa a soqquadro, abbaiano al minimo rumore e la cosa che mi manda fuori di testa è quando cominciano a rincorrersi ossessivamente la coda!

La mamma sembra davvero arrabbiata. Impugna la forchetta con una tale forza che le nocche le sono diventate bianche. Non la trattiene nemmeno il fatto che Yukiko stasera sia a cena da noi. Poverina, chissà cosa pensa dentro di sé, lei che è sempre così controllata!

- I padroni dei cani spesso sono così. Non li trattano da cani! – fa lo zio, meditabondo.

- Infatti! Gaia ha detto ai suoi genitori che non stanno educando bene i bassotti, ma nessuno la ascolta. Non imparano a comunicare con loro, gli parlano come fossero due bambini! Sono tutti coccole e carezze e poi ciao, ognuno va dove deve andare e io rimango lì con quei due maleducati. Spero che Gaia riesca a far ragionare la famiglia. Sapete qual è il problema? Stando così poco con i bassotti, non si accorgono di quanto siano pestiferi!

- Ai miei cani non era permesso disturbare mentre eravamo a tavola. Ma chi ha voluto comprare quei bassotti? – chiede Cipolla, che ormai mangia sempre con noi.

- Ah, non lo so, ma di sicuro, ora che ci sono, sembra che nessuno abbia tempo per occuparsene! E poi, non bastava prenderne uno? No! Ne hanno presi due perché non sapevano quale scegliere!

In quel mentre, squilla il telefono. Il babbo assume la faccia truce di quando disturbano la nostra cena.

- Io non risponderei, lo sapete – dice, con tono asciutto.

- Scusate, posso rispondere io, bitte? Potrebbe essere per me... ho lasciato questo numero per comunicazioni importanti.

Lo guardiamo tutti in modo interrogativo. A parte la sua famiglia, che lo chiama una volta alla settimana, nessuno cerca mai Albert al telefono di casa nostra. E la sua famiglia ha chiamato giusto un’ora fa. Yukiko abbassa gli occhi al tovagliolo. Dobbiamo sembrarle estremamente maleducati a fissarlo così, ma la curiosità è forte. Mentre si alza e va a rispondere lo sentiamo mormorare.

- Spero in una risposta dell’audizione per lo show di Londra…

Oh, già! L’audizione che Albert ha fatto il mese scorso! Ecco perché ogni volta che suona il telefono sembra che balzi dalla sedia! Lo zio l’ha aiutato a trovare il volo più low cost che potesse esserci ed è stato via quattro giorni. Abbastanza mordi e fuggi, ma Londra era troppo cara per Albert, anche se gli sarebbe piaciuto poter restare di più. Sembra ci siano “colleghi” interessanti là. Torna poco dopo con la faccia delusa.

- È per te, Giorgia. La signora Patrizia.

- Non disperare Cipolla – gli fa la nonna, battendogli dei colpetti affettuosi sulla mano – chiameranno presto…

- Danke, Frau Annalena – mormora lui a testa bassa.

Tendiamo tutti l’orecchio per sentire la mamma cosa dice e non posso fare a meno di notare un’altra faccia perplessa di Yukiko. Deve pensare che siamo i primi nel campionato di maleducazione! Per fortuna c’è lo zio, che distrae Yukiko, parlandole fitto fitto di una mostra di fotografia che ha visto tempo fa sui poetici paesaggi giapponesi. Quando la mamma torna a tavola, ha la faccia molto soddisfatta.

- Patrizia dice che ha parlato con Andy. Oggi i bassotti hanno distrutto un paio di scarpe di Gioia, a cui teneva moltissimo. Si sono resi conto che devono correre ai ripari e si sono rivolti a un addestratore. Domattina Patrizia e Andy rimarranno a casa in attesa dell’addestratore e mi hanno detto che posso prendermi la mattinata libera. E, a proposito Pietro, Andy chiedeva se potevi andare al maneggio domani, dato che lui non potrà esserci. Ho detto che avresti richiamato.

Sulle ultime parole della mamma risquilla il telefono. Vado io questa volta, prima che il babbo si spazientisca.

- Pronto?

- Hello. Jane Meluish speaking. Is Mister Albert Meier there, please?

- One moment, please.

Mi giro verso il tavolo, gli occhi sgranati e il cuore che mi batte come una furia, neanche cercassero me!

- Albert! Mi sa che ci siamo!

Ad Albert per poco non veniva un infarto l’altra sera. Quella Jane Meluish che ha chiamato faceva parte dello staff organizzativo del juggling festival: Albert è stato preso. Ha passato le audizioni e partirà per Londra fra una settimana. Dopo averci dato la notizia si è rimesso a tavola, grattandosi la testa, aggrottando a tratti la fronte e ripetendo fra sé “Ich kann nicht glauben“, quasi fosse un mantra. Insomma, mi sa che stiamo perdendo Cipolla, perché il tour durerà un anno intero e lo porterà a giro per il mondo. E poi, finito il tour, chissà nel frattempo quali novità entreranno nella sua vita? In tutto questo, c’è un lato positivo e uno negativo. Il positivo è che fra una settimana la camera di Albert sarà libera e ho buone speranze di prenderne possesso! Non sarebbe male, finalmente, avere una stanza tutta per me. Il negativo è che ormai mi ero abituata a Cipolla e ai suoi numeri in giardino. Mi mancherà. Mi sa che anche la nonna sia dispiaciuta, perché sul finire della cena si è soffiata il naso e si è affrettata ad alzarsi per sparecchiare. Credo si fosse commossa e non volesse farlo vedere. Così facendo però ha attirato per l’ennesima volta lo sguardo di Yukiko. Forse anche soffiarsi il naso non è questione che si possa fare a tavola con noncuranza…

E poi cos’altro? Ah già, l’addestratore ha visto i bassotti e ha decretato che urge correre ai ripari. I piccolini non solo sono maleducati, ma pare che siano anche stressati! Si rende quindi necessario un programma di recupero, così almeno ha detto Patrizia al telefono un attimo fa, parlando con la mamma. E poi ha aggiunto che le farebbe davvero tanto piacere se andassimo da lei a prendere un tè questo pomeriggio. E ha specificato di portare anche me. Uhm, qui c’è sotto qualcosa!

Continua...


"Clizia T. - Lo spessore dei sogni", di Daniela Darone 

Foto di Oliver Wagenblatt e Gundula Vogel

Link al primo capitolo:

Link al capitolo 47:

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