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venerdì 10 luglio 2015

"Antonio. Punto e a capo!" - quarto capitolo


STEFANO L’UNTORE

 
Quando stamani sono arrivato con la mamma a scuola, la maestra mi ha chiesto di rimanere con loro, mentre parlavano.

– E’ una cosa che ti riguarda e mi sembra giusto che tu ascolti cosa diciamo. Ormai sei grandicello e se hai qualcosa da dire sarà d’aiuto per tutti. Non è una punizione, stiamo solo cercando di risolvere un piccolo problema – mi ha spiegato, sorridendo incoraggiante.

A sentirmi dire così mi sono rilassato un po’ ed ho seguito attentamente il loro colloquio.

- Antonio è intelligentissimo, ma ognuno di noi ha il suo tallone d’Achille ... E per lui è la matematica. – Fa una pausa e si rivolge verso di me - Fino a qualche tempo fa te la cavavi. Sei un po’ peggiorato negli ultimi tempi e mi sembra giusto intervenire subito. Ci ho riflettuto a lungo e sono arrivata a una soluzione che, a mio parere, consentirebbe addirittura di risolvere un doppio problema.

A sentire queste parole io e la mamma ci siamo scambiati un’occhiata interrogativa, al che la maestra ha proseguito.

- Beh, in realtà si tratta solo di spostarsi di banco. Ho pensato di metterti seduto vicino a Stefano.

- Con Stefano? Ma è Leonardo il mio compagno di banco! Già dalla prima …

- Vi scambiate i compagni, almeno per un po’: tu con Stefano e Leonardo con Marco. Gioverebbe a tutti e due – ha concluso la maestra stringendosi nelle spalle – Stefano è il ragazzo più brillante della scuola in matematica ... ma ha altri problemi, purtroppo. Ha forti difficoltà a relazionarsi con i compagni perché …

- Per forza! – sono intervenuto allora io – tutti lo chiamano “untore”!

- “Untore”? - ha esclamato la mamma sgranando gli occhi per la sorpresa – come sarebbe a dire?

- Stefano ha già i problemi tipici dell’adolescenza: un eccesso di sebo che rende i suoi capelli piuttosto untuosi e così … - risponde la maestra, dando un’occhiata in giro per evitare che qualcuno la possa sentire. La mamma allora segue il suo sguardo e io le bisbiglio piano - Stefano è quello nel primo banco, quello con gli occhiali …- Al che lei annuisce e gli sorride quando lui alza la testa, sentendosi osservato.

- Come le dicevo – riprende allora la maestra – questo spostamento risolverebbe due problemi: Stefano aiuterebbe Antonio in matematica, e Antonio aiuterebbe Stefano a inserirsi meglio in classe. Per questo non c’è nessuno che possa farlo meglio: Antonio è apprezzato dai compagni e tutti stanno volentieri con lui. Cosa ve ne pare?

- Mi sembra un’ottima idea – ha risposto allora la mamma, che è assolutamente convinta che in ogni nuovo amico si debbano cercare dei lati positivi da acquisire – non potrà che giovare a entrambi. Sicuramente da quest’esperienza imparerete molto l’uno dall’altro – conclude sorridendo rivolta a me – non è vero?

- Uhm … Leo però ci resterà male, e anche a me dispiace – dico rivolto alla maestra. Insomma, mi sembra che intorno a me si stia facendo il vuoto degli amici più cari!

- A volte vanno fatti dei piccoli sacrifici Antonio, per il bene di tutti. So che adesso è difficile da accettare, ma lo capirai meglio …  

- … quando sarò grande! - concludo io per lei, alzando gli occhi al cielo rassegnato. Odio quando gli adulti dicono così!

 

 

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